Le AZIENDE AGRITURISTICHE nella PROVINCIA DI VERONA


Area riservata

User  
Password  
Home > I prodotti tipici
I prodotti tipici

logo D.O.P.

Il marchio D.O.P.,
che significa Denominazione di Origine Protetta, designa prodotti collegati in modo molto stretto a una determinata regione o area geografica di cui portano il nome. Un prodotto per potersi fregiare del marchio Dop deve sottostare a due precise condizioni: la produzione delle materie prime e la loro trasformazione fino al prodotto finito devono essere effettuate in loco, vale a dire nella zona dalla quale prendono il nome. Secondo, la qualità e le caratteristiche del prodotto devono essere riconducibili, esclusivamente, all’ambiente geografico d’origine: per ambiente geografico si intende l’insieme dei fattori umani e naturali, ad esempio il clima, la qualità del suolo, le tecniche di lavorazione.

 

logo I.G.P Il marchio I.G.P.,
che significa Indicazione Geografica Protetta, è stato introdotto con il regolamento CE 2081/92. Esso indica il nome di una regione o di una determinata area geografica che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare originario del luogo.
Con tale indicazione si assicura che una qualità, la reputazione o qualsiasi altra specifica caratteristica sia attribuibile all’origine geografica. Inoltre, si certifica che almeno una fase, la produzione, la trasformazione o l’elaborazione, avvenga nell’area geografica indicata. L’Igp, perciò, indica un collegamento meno stretto col territorio, ma sufficiente a garantirne la peculiarità.

 
Prodotti DOP e IGP della Provincia di Verona

formaggio Monte VeroneseIl Monte Veronese D.O.P.
Il formaggio "Monte Veronese" prende il nome dalla collina e dalla montagna veronese in cui viene prodotto. Si tratta di un prodotto di antica tradizione, che è giunto a noi addirittura dal medioevo: le prime tracce di questo formaggio, infatti, risalgono al 1100. Nei secoli il procedimento di produzione è rimasto invariato.
Garanzia della qualità e della tipicità di questo formaggio sono il latte, che proviene esclusivamente dalle stalle della Lessinia, e le tecniche di produzione tradizionale.
Il Formaggio Monte è commercializzato in due tipologie a seconda della stagionatura.
Monte Veronese D.O.P. Latte Intero
Formaggio da tavola a pasta semicotta, prodotto esclusivamente con latte di vacca intero; la stagionatura varia dai 30 ai 60 giorni. Ha forma cilindrica ed il peso varia da 7 a 10 Kg.; la pasta ha colore leggermente paglierino, con occhiatura sparsa e di piccole dimensioni. Sapore delicato e gradevole.
Monte Veronese D.O.P. d'allevo
Formaggio semigrasso a pasta semicotta, prodotto esclusivamente con latte di vacca.
La stagionatura varia da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 2 anni. Ha una forma cilindrica ed il peso varia da 6 a 9 Kg. La pasta ha colore bianco e/o giallo paglierino, in relazione alla stagione di produzione; presenta generalmente occhiatura media.



Grana PadanoIl Grana Padano Dop
Risale all'inizio del secondo Millennio la storia di questo formaggio, quando, nel Medioevo, le comunità monastiche si stabilirono in alcune zone della bassa pianura Padana, iniziando a bonificare terreni che di lì a poco sarebbero diventati pascoli per il bestiame da latte.
Fu allora che l'eccedenza di latte venne destinata alla produzione di un tipo di formaggio a pasta dura che fosse in grado di stagionare e quindi di conservare nel tempo le proprie preziose caratteristiche nutritive.
Il cosiddetto "grana", così battezzato per l'evidente granulosità della pasta, che molto si differenzia (e ancora si distingue) dagli altri formaggi a pasta uniforme, ebbe subito il favore delle mense più ricche.
Così dall'iniziale zona compresa fra il Po, il Ticino e l'Adda, altri caseifici svilupparono la propria attività.
La zona di produzione del formaggio DOP Grana Padano è la Val Padana, comprensiva nel Veneto delle province di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.
Formaggio semigrasso a pasta dura, cotta ed a lenta maturazione, prodotto con latte di vacca la cui alimentazione base è costituita di foraggi verdi o conservati, proveniente da due mungiture giornaliere, riposato e parzialmente decremato per affioramento.
Il disciplinare stabilisce che il Grana Padano DOP deve essere caratterizzato da forma cilindrica, scalzo leggermente convesso o quasi dritto, facce piane, leggermente orlate, peso da 24 a 40 kg per forma, diametro medio di 40 cm., crosta spessa con pasta colore bianco paglierino e struttura granulosa, che si spezza formando scaglie.



MarroneIl Marrone di San Zeno D.O.P.
Per marrone si intende la variante “nobile” della castagna, si tratta infatti di un frutto mediamente più grande, di forma ovale allungata, dal colore più chiaro con striature brune ben marcate, la cui buccia sottile che si stacca con facilità e per la polpa più gustosa e dolce. Presenti nel territorio veronese fin dalla preistoria, marrone e castagna vennero sfruttati come coltivazione dai romani. Una scelta rivelatasi fondamentale nel corso dei secoli successivi. Dal medioevo in poi, infatti, il "marrone" ha aiutato le nostre popolazioni montane ad allentare i morsi della fame nei momenti critici, fornendo all’alimentazione precaria del tempo un’integrazione di vitamine e proteine. Raccolto ancora oggi con i metodi tradizionali, il marrone può essere cucinato in vari modi: lessato, al forno, arrosto (sistema migliore); può costituire ingrediente basilare per vari tipi di dolci.
La zona di produzione e trasformazione del "Marrone di San Zeno" è situata fra i 250 e i 900 metri sul livello del mare, appartenente al territorio del Monte Baldo, che è compreso tra il Lago di Garda e la valle del Fiume Adige.




OliveOlio extravergine di oliva Veneto D.O.P.
Olio extravergine di oliva del Garda D.O.P.

Il Veneto è interessato da due D.O.P. di olio extra vergine d’oliva: "Garda" e "Veneto", sono entrambe presenti nelle produzioni veronesi. La Dop Veneto, inoltre, è a sua volta distinta in Valpolicella. Le zone vocate a questa coltivazione sono il lago di Garda e le colline veronesi. Tale produzione, pur percentualmente assai limitata nel contesto nazionale, si fa apprezzare sul mercato per la sua elevata qualità.
L’olio extravergine Garda Dop ha un colore verde da intenso e marcato, con tenui sfumature di giallo. Il profumo è leggermente fruttato, al palato dà sensazioni di mandorla dolce. L'olio extravergine Veneto-Valpolicella Dop ha invece un colore in cui prevale il giallo con lievi tonalità di verde negli oli freschi, il profumo è di fruttato leggero, mentre il sapore anch'esso fruttato ha una leggera sensazione amara e un retrogusto di mandorla.
Grazie ad un ambiente pedoclimatico particolarmente favorevole alla coltivazione dell'olivo, sia l’olio del Garda che l’olio Veneto delle colline veronesi vengono considerati dagli esperti tra i migliori oli extravergine di oliva presenti sul mercato.
Sia crudo che per la cottura è ideale per genuinità, digeribilità, apporti nutrizionali e ricchezza di gusto. L’olio extravergine d’oliva è il grasso più digeribile ed ha innumerevoli proprietà benefiche sull’organismo. Riduce ad esempio la percentuale di colesterolo cattivo, i rischi di occlusione delle arterie, la pressione arteriosa, il tasso di zucchero nel sangue e, al contrario, aumenta la quantità di colesterolo buono, la secrezione di bile, l’apporto di vitamine A, D, ed E e l’assorbimento di altre vitamine. Contribuisce a limitare l’aterosclerosi, l’infarto del miocardio, alcune forme di tumore, gli effetti dell’invecchiamento cellulare, la gastrite, l’ulcera gastrica e l’osteoporosi ed ha effetti antiossidanti, diuretici, lassativi, febbrifughi e disinfiammanti dello stomaco.

 

prosciuttoProsciutto Veneto Berico-Euganeo
Pressana, Roveredo di Guà e Cologna Veneta rientrano nei comuni di produzione del Prosciutto Veneto tutelato da Consorzio del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo. Questo prodotto, divenuto doc nel 1980, è distinto dal marchio leonino della Repubblica Serenissima di Venezia. Il prosciutto è caratterizzato da un’inconfondibile dolcezza, dalla morbidezza, dal colore roseo e dal delicato sapore accompagnato da un profumo di noci. Un prodotto unico che viene lavorato ancora secondo i dettami e le attenzioni dell'artigianato, ricavato dalla coscia fresca posteriore dei suini adulti di razza pregiata, alimentati nell'ultimo periodo con sostanze ad alto contenuto proteico. Le cosce, che non devono essere congelate e devono essere sottoposte alla salagione a non oltre 48 ore dall’avvenuta macellazione, vanno rifilate dal grasso e dall’eccesso di cotenna e devono essere appese per la lavorazione e stagionatura in modo da evitare la strozzatura del gambo. Il prosciutto deve essere stagionato per un periodo non inferiore a dieci mesi dalla salatura. Un Istituto di Certificazione indipendente dal Consorzio controlla ogni passaggio di tutta la filiera: dalla data di nascita e zona di provenienza del nord Italia dei suini di razza pregiata, alle caratteristiche di allevamento ed alimentazione degli stessi, dalle fasi di macellazione al trasporto, alla lavorazione delle cosce fino alla stagionatura ultimata.



riso Vialone NanoIl riso Vialone Nano I.G.P.
Il risotto è il simbolo dei primi piatti della tradizione scaligera. La scelta del riso però non è semplice: ve ne sono, infatti, più di quaranta varietà, ognuna con caratteristiche diverse e, quindi, con un diverso comportamento durante la cottura. Tuttavia, il problema nel veronese è stato risolto da anni, grazie alla presenza in provincia di una varierà che ben si adatta alla preparazione di risotti tradizionali. Sulla base di una cottu-ra del riso fatta nella doratura di olio, burro, cipolla, con la gra-duale aggiunta di brodo o con l'immersione nel brodo bollente sino a completa asciugatura, la varietà più apprezzata per il risotto è il Vialone Nano Veronese, in grado di accogliere qual-siasi sugo: dalla morbida polpa di maiale, al succulento brasa-to, al fresco pisello, ai profumati funghi. lì riso Vialone Nano arrivò nel veronese alla fine degli anni trenta e qui trovò l'am-biente ideale per il suo sviluppo. Grazie alle caratteristiche di resistenza alla cottura, di sapidità, d'integrità del chicco questa varietà accolse il favore dei consumatori. Al di fuori dell'area veronese, e parte di quella mantovana, il Vialone Nano però non trovò terreni e acque ideali alla sua produzione. Abbandonato nelle aree risicole italiane il Vialone Nano rimase e creò la sua fama nel veronese. Tutelato da un Consorzio di produttori e risieri, il Vialone Nano Veronese ha ottenuto 1996 il riconoscimento da parte della Comunità Europea di prodotto ad Indicazione Geografica Protetta. la zona di produzione di questa particolare varietà di riso comprende, oltre all'area di coltivazione, anche i territori delle risorgive e dei fontanili da dove si originano le acque per le risaie, e interessa in tutto o in parte, le superfici di ventiquattro comuni: Bovolone, Buttapietra, Casaleone, Cerea, Concamarise, Erbé, Gazzo Veronese, Isola della Scala, Isola Rizza, Mozzecane, Nogara, Nogarole Rocca, Oppeano, Palù, Povegliano Veronese, Ronco all'Adige, Roverchiara, Salizzole, Sanguinetto, San Pietro di Morubio, Sorgà, Trevenzuolo, Vigasio, Zevio.



radicchio rossoRadicchio di Verona Veneto IGP
A Verona le prime vere coltivazioni di radicchio destinate al mercato iniziano ai primi del Novecento, anche se erano presenti già alla fine del Settecento nei “broli” (orti cittadini).
Il “Radicchio di Verona Veneto” può essere “tipo precoce” oppure “tipo tardivo” e   e si distingue per i seguenti caratteri: foglie sessili, intere, con margine privo di frastagliature e piegate a doccia verso l’alto. Favorite dalle basse temperature invernali esse assumono la tipica colorazione rosso scuro intensa e, addossandosi le une alle altre, danno al cespo la forma di tipico grumolo compatto. La nervatura principale delle foglie, molto sviluppata, è di colore bianco;
Per il “tipo tardivo”, dopo l’intervento di forzatura ed imbianchimento, le foglie acquisiscono la tipicità di croccantezza e di gusto leggermente amarognolo.
La zona tipica di produzione è la bassa pianura veronese
Il radicchio è un prezioso ortaggio che offre grande versatilità per numerose ricette gastronomiche e  primi piatti tipici.




pescaPesca di Verona I.G.P.
Bussolengo, Pescantina , Sona, Sommacampagna, Villafranca e Valeggio sul Mincio sono la culla della peschicoltura scaligera e in primavera offrono lo splendido spettacolo della fioritura.
La zona di produzione corrisponde ad un’area particolarmente vocata per la coltura della pesca, in quanto caratterizzata da un clima temperato dalla vicinanza del Lago di Garda. I peculiari elementi ambientali e climatici legati indissolubilmente alla tradizionale e secolare opera dell’uomo hanno contribuito a conferire alla “Pesca di Verona” caratteristiche organolettiche e qualitative uniche.
La coltura del pesco nel veronese ha origini assai antiche: già Plinio in epoca romana riferiva nelle sue opere del “pomo della lanuggine” coltivato nella zona.
Anche Andrea Mantenga nel ‘400 raffigurava le pesche nei suoi affreschi nella Basilica di San Zeno a Verona.




Altri prodotti tipici del territorio veronese
 

asparagiAsparago
I primi cenni storici sull’asparago risalgono addirittura al 300 a.C., è uno scrittore Teofrasto a darcene notizia. L’asparago nella nostra provincia vanta una lunga tradizione. Già dal 1955 Verona è, secondo i dati Istat, leader a livello nazionale nella sua produzione.
L'asparago è un ortaggio che appartiene alla famiglia delle Liliacee, assai pregiato, di consistenza carnosa, privo di foglie, rappresenta il germoglio della pianta chiamato pollone o turione.
L’asparago conta numerose varietà, a seconda del colore e della misura. Il colore bianco delle varietà di Verona è dovuto alla profonda collocazione nel terreno, al riparo cioè dalla luce. Se l’interramento è ridotto, si avrà la qualità verde da consumarsi giovane.
L’asparago è povero di calorie e di carboidrati, ma molto ricco di proteine. Inoltre, ha una buona quantità di vitamine e di minerali, fra cui vitamina C, riboffavina e acido folico. Tradizionalmente l’asparago è stato molto usato nel trattamento dell’artrite e dei reumatismi, come diuretico, è indicato nell’anemia, nella stitichezza, nell’insufficienza
epatica e nelle malattie gastrointestinali.
A tavola può essere gustato lesso, con un pinzimonio di olio e aceto, accompagnato a uova sode, oppure può fornire il sugo per insaporire risotti e pasta.


fragoleFragola
Le fragole sono coltivate in tutta la provincia di Verona, ma in particolare nella zona della Bassa e dell’Est veronese. Il loro normale periodo di maturazione va da aprile a giugno, mentre quelle di bosco maturano tra giugno e luglio. La loro conservazione è purtroppo limitata, perché frutti facilmente attaccabili dalla muffa, anche se conservati in frigorifero.
La fragola era conosciuta e apprezzata fin dai tempi antichissimi; perfino Virgilio le elogia. La fragola ha avuto riconoscimenti da parte di medici, erboristi e naturalisti di ogni tempo: è tra l’altro ricca di vitamina C.
Se è vero che la fragola era conosciuta fin dai tempi antichi dobbiamo però arrivare al '700 per trovare negli orti e nei giardini questo frutto, ingrediente prezioso e prelibato nelle preparazioni tipiche della cucina di quel tempo. La fragola moderna ebbe origine in Francia, nel 1766, come incrocio tra due qualità selvatiche americane, la "Fragaria Virginiana" degli Stati Uniti orientali e la "Fragaria Chiloensis" della costa dei Pacifico.
Nuovi cultivar vengono continuamente prodotti e subiscono continui miglioramenti, sia per le dimensioni che per quanto riguarda la resistenza alle malattie.
La fragola può essere gustata fresca, tagliata a pezzi con l’aggiunta di succo di limone e zucchero o con un po’ di vino, oppure può essere trasformata in marmellata.


kiwiKiwi del Garda
La coltura del kiwi (Actinidia chinensis) nasce, in forma estesa, in Nuova Zelanda. Arriva in Italia nel 1973. In pochi anni la coltivazione si estende soprattutto in Veneto, Emilia Rogna e Lazio fino a fare dell'Italia il 1° produttore mondiale di kiwi. Cento grammi di polpa contengono 90/150mg di vitamina C, in assoluto il prodotto più ricco di tale vitamina.
La vitamina C o acido ascorbico è un antiossidante, un nemico cioè dei radicali liberi che ne annulla gli effetti negativi.
Il Veneto è uno dei principali produttori di questo frutto e il Lago di Garda, grazie alla mitezza del clima, si è dimostrato una zona particolarmente vocata. Il Kiwi, inoltre, è anche un frutto ecologico perché non necessita di trattamenti antiparassitari.
Variante tutta veronese è la qualità “Top Star”, scoperta per caso da un coltivatore veronese: si tratta di un frutto “glabro”, privo cioè della peluria caratteristica della buccia. Una variante nata per una mutazione genetica del tutto naturale: il risultato è un’actinidia che mantiene inalterate le caratteristiche organolettiche, ma che è più piacevole al tatto e che per questo ha incontrato il favore dei consumatori.


meloneMelone
Insieme alla fragola il Melone Precoce di Verona, costituisce la principale produzione frutticola della Bassa e dell’Est veronese e ha conosciuto uno sviluppo qualitativo e quantitativo di tutto rispetto. Attraversando la campagna veronese si incontrano infatti distese di coltivazione di melone sotto serra. Il melone precoce di è un prodotto apprezzato, radicato al territorio del quale è anzi una particolare espressione, non di nicchia estrema ma neppure prodotto in quantità troppo elevate. Nel panorama produttivo nazionale, la provincia di Verona rappresenta infatti circa lo 0,2 per cento della superficie nazionale a meloni in coltivazione a tutto campo, una percentuale che però sale al 13 per cento nella coltivazione in serra, che consente al precoce veronese di essere costantemente presente sui mercati da fine maggio ai primi di luglio. Il melone ha una polpa carnosa, ricca di succo e un sapore dolce ben marcato. Va consumato fresco e il suo sapore viene esaltato dall’abbinamento con il prosciutto crudo.


melaMela
La coltivazione della mela è molto diffusa in tutta la provincia di Verona e in particolare nella zona pianeggiante dell’Est e nella Bassa Veronese. Il frutto fresco è ricchissimo di vitamine (A e C), enzimi, lieviti naturali, pectina, zuccheri semplici come fruttosio e glucosio prontamente assimilabili dall’organismo, sali minerali, acqua e fibre. Mangiare una mela assicura un senso di sazietà perché mantiene alto il tasso glicemico, ecco perché la sua presenza è costante nelle diete a basso apporto calorico. La tollerabilità della mela è elevatissima: non si ha notizia di individui allergici a questo frutto. Per questo è uno dei primi alimenti nella dieta delle svezzamento dei neonati. Può avere effetti diuretici ed antisettici grazie alla elevata quantità d’acqua contenuta. Anche il succo di mela è particolarmente gradevole come bevanda, ma rammentate che quest’ultimo non varrà mai quanto la mela intera fresca. Alcuni studi hanno accertato la minore incidenza di raffreddori e malattie alle vie respiratorie nei consumatori abituali di mele; dunque il detto popolare “una mela al giorno leva il medico di torno” acquista nuova, certificata dignità.


 

ciliegieCiliegia
Uno dei prodotti tradizionali di Verona, diffusa in particolar modo sui monti Lessini è la ciliegia. Il ciliegio (dal latino cerasus) è una pianta arborea della famiglia delle Rosacee, nota anche come ciliegio dolce, probabilmente originaria dei territori compresi fra l'Anatolia e il Mar Caspio. Raggiunge l'altezza di circa 25 metri e ha tronco robusto, con corteccia grigio scura dalle tipiche striature trasversali; i rami giovani sono ricoperti da corteccia liscia con lenticelle molto evidenti. Le foglie sono alterne, brevemente picciolate, ovato-allungate, seghettate; i fiori sono bianchi, ermafroditi, a 5 petali, riuniti in gruppi da 1 a 6; i frutti (ciliegie) sono drupe globose di varia grossezza e consistenza, di colore rosso più o meno scuro ovvero gialle e variamente sfumate di rosso, con lungo picciolo. In Italia se ne distinguono due sottospecie coltivate: la duracina, dalla quale hanno origine le cultivar che danno ciliegie a polpa soda (duracine, duroni), e la juliana, dalla quale provengono quelle con frutti a polpa tenera, più succosi e in generale di color rosso (tenerine). La icliegia è ricca di potassio e di vitamine A, B e C.
Le ciliegie si consumano fresche, in marmellata e sotto alcool; vengono anche impiegate nella produzione di liquori (maraschino, ratafià, cherry brandy, ecc.).


patatePatata dorata dei terreni rossi del Guà
Il territorio interessato alla produzione è situato tra le province di Padova, Vicenza e Verona nei comuni di Montagnana, Saletto, Megliadino San Fidenzio, Ospedaletto Euganeo, Cologna Veneta, Pressana, Roveredo di Guà, Lonigo, Noventa Vicentina, e Poiana Maggiore. La "Patata dorata dei terreni rossi del Guà" si coltiva nei terreni alluvionali, argillosi, profondi e di colore rosso formati in tempi remoti dal divagare dell'Adige. La caratteristica agronomica dei terreni è rappresentata dalla presenza di particolari argille di natura basaltica e calcarea, che presentano una colorazione bruno rossastra e, combinate col limo, conferiscono ai tuberi, la particolare doratura della buccia che rappresenta l’elemento di distinzione del prodotto. La superficie media investita all’interno di quest’area, nell’ultimo biennio è di 1200 ettari con una produzione di 550.000 quintali. Con la denominazione "Patata dorata del Guà", si comprendono diverse varietà coltivate la Primura, quella più diffusa, Agata, Vivaldi, Cicero, Monalisa, Liseta e Alba.



ZuccaLa zucca
Diffusa soprattutto nella Bassa e nell’Est veronese, la zucca è un ortaggio di grandi dimensioni, caratterizzato da una buccia verde e spessa e da una polpa di colore giallo intenso. Il sapore è netto e dolce. E’ ricca di semi che, tostati e salati, vengono gustati come snack. La zucca, ricca di vitamina A, potassio e fosforo, è particolarmente indicata per la preparazione di minestre, risotti, ma può essere usata anche per preparare gnocchi o cotta al forno gratinata.



CavoloIl Cavolo
E’ una produzione tipica della Bassa Veronese e Castagnaro, il comune che vanta la maggior produzione a livello nazionale, ha già avviato le pratiche per l’ottenimento del marchio I.G.P.
Il cavolfiore è un ortaggio conosciuto fin dall’antichità per le sue doti terapeutiche: oltre che di sostanze nutritive (vitamina C, selenio, fibre e potassio) è infatti ricco di ferro e zolfo che aiutano l’organismo a depurarsi. Usato per la preparazione di zuppe, minestre di verdure e risotti, il cavolo può essere gustato crudo nell’insalata o cotto come contorno per la carne di maiale: in questo caso va fatto bollire in poca acqua salata con l’aggiunta di aceto e servito caldo con burro fuso, pepe e sale.




TartufoIl tartufo
Tra le prelibatezze della gastronomia veronese si trova anche il tartufo, quello del monte Baldo e quello dei monti Lessini. Il tartufo nero pregiato ha profumo gradevole ed intenso. Ha dimensioni variabili tra quelle di una noce e quelle di una mela e un aspetto tuberiforme; in genere matura da novembre a marzo. Di minor pregio ma alquanto diffusi sono il tartufo nero d'estate o scorzone e la trifola nera. Grazie all’aroma e al sapore intensi, il tartufo viene utilizzato per insaporire i piatti e va usato con moderazione per non rischiare di coprire gli altri gusti.



AnguriaL’anguria
Come il melone è una coltivazione diffusa soprattutto nell’Est e nella Bassa veronese. E’ il simbolo dell’estate, non c’è quasi festa paesana che non conti tra i suoi stand gastronomici la “molonara”, dove vengono servite grosse fette di anguria. Questo cucurbitaceo, infatti, è molto dissetante e diuretico, contenendo ben il 95% acqua, oltre a potassio e protovitamina A.



MieleIl miele
Il miele è un altro prodotto tradizionale della provincia di Verona. Praticata quasi a livello hobbistico, l’apicoltura è di casa fra la riviera gardesana, il monte Baldo e la Lessinia. Si producono soprattutto il miele d'acacia, trasparente, liquido, profumato e dolcissimo, ottimo per la prima colazione spalmato sul pane imburrato, e poi il millefiori scuro, tipico delle zone collinari e boscose, e ovviamente il miele di castagno, più cupo di tonalità, leggermente amarognolo, splendido per accompagnare i formaggi stagionati.

 

   
Inserisci la tua mail per ricevere la newsletter
www.coldiretti.it www.terranostra.it www.campagnamica.it www.veronatura.it www.cittadiverona.it www.agriturismolagodigarda.com